Giuliana Fontanella


Un primo incontro riguardo le acque dei depuratori

Oggi alle ore 12 presso il Comune di Arzignano si è svolto un primo incontro in merito alla vicenda del blocco degli scarichi nel fiume Fratta (vedi gli articoli precedenti). All’incontro, promosso dal presidente dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) della Valle del Chiampo, erano presenti rappresentanti delle Associazioni di Categoria, i Sindaci dei comuni in cui si trovano i depuratori oggetto della questione (ovvero Arzignano, Montebello, Montecchio, Trissino e Lonigo) e rappresentanti delle Istituzioni a tutti i livelli, provincia, regione, stato. La cosa è già stata accennata ma mi pare importante ribadire che i depuratori in questione non solo gestiscono gli scarichi industriali ma anche tutti gli scarichi fognari delle abitazioni civili. Potrete senz’altro immaginare quali grandi problemi comporterebbe questo blocco a livello igienico - sanitario. Durante la discussione sono emersi una serie di punti che vi vado velocemente a riassumere: (continua…)



Comunicato stampa:la Regione autorizza lo scarico
Maggio 3, 2008, 1:53 pm
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Regione del Veneto

Giunta Regionale

Ufficio Stampa

COMUNICATO STAMPA

LA REGIONE AUTORIZZA LO SCARICO NEL FIUME FRATTA (AVN) Venezia, 2 maggio 2008

Il Presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, ha firmato oggi l’ordinanza con la quale dispone il mantenimento, in via provvisoria e per la durata di trenta giorni, dello scarico nel fiume Fratta, in Comune di Cologna Veneta, del collettore di trasferùnento degli scarichi degli impianti di depurazione dei comuni di Arzignano, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Lonigo e Trissino. L’atto fa seguito al mancato rinnovo, da parte della Provincia di Verona, dell’autorizzazione che consente al Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque (ARICA) di Arzignano di svolgere tale attività di scarico. Il Presidente ha anche dato incarico al Segretario regionale dell’Ambiente e del Territorio di convocare, per il prossimo 8 maggio, il Comitato di Sorveglianza istituito per l’attuazione dell’Accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del bacino del Fratta Gorzone, con lo scopo di verificare l’attuazione degli impegni sottoscriffi dai firmatari, che si ricorda essere il Ministero dell’Ambiente, la Regione del Veneto, gli Enti Locali interessati, le Associazioni di categoria. Il Presidente, inoltre, ha dato mandato all’Assessore regionale all’Ambiente, Giancarlo Conta, di verificare la possibilità di eventuali integraziom migliorative al (continua…)



Per sbloccare la situazione di 300 concerie

La Provincia di Verona non vuole autorizzare l’invio dei reflui da lavorazione: “no” al rinnovo della convenzione che finora ha consentito i depuratori di Arzignano, Montebello, Montecchio, Trissino e Lonigo di scaricare nella Fratta Garzone, all’altezza di Cologna Veneta.

L’intero sistema a servizio delle utenze civili è collettato agli impianti di depurazione e conseguentemente al depuratore, e una sospensione dell’autorizzazione allo scarico comporterebbe per circa 160.000 abitanti problemi di ordine igienico-sanitario.

Inoltre la sospensione dell’attività lavorativa in un periodo di congiuntura negativa del sistema conciario, che sotto l’aspetto occupazionale già presenta delle gravi sofferenze, provocherebbe sicuramente problemi di ordine pubblico su tutto il territorio.

Il provvedimento della Provincia veronese è un atto troppo lesivo per la nostra economia. I depuratori devono continuare a lavorare. Appena appresa la notizia della decisone, mi sono messa in contatto con il Presidente della Regione Veneto, l’On. Giancarlo Galan, e con il Segretario Regionale Ambientale per il Territorio, ing. Roberto Casarin, preso atto della diffida che la Regione Veneto fece alla Provincia di Verona il 23 Gennaio, ha deciso di convocare d’urgenza un Comitato di Sorveglianza tra tutti gli enti interessati per aprire un tavolo di confronto comune per affrontare assieme l’emergenza e nel contempo il Presidente Galan si sta attivando per predisporre un’ordinanza della Regione. Che per 30 giorni permetta al distretto conciario dell’ovest vicentino di continuare a scaricare i reflui delle loro aziende.

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