Giuliana Fontanella


Lettera aperta, seconda parte
Aprile 20, 2008, 10:30 pm
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Quando hai l’onore di rappresentare una comunità, devi sapere che da questo onore derivano grandissime responsabilità. Il lavoro da fare è sempre molto e molto impegnativo. Ma la passione e la coscienza di stare operando per il bene di tutti permettono di non sentire fatica, anzi, sono un incentivo a dare sempre di più.

Eppure mi rendo conto che ora più che mai la maggior parte della gente non vede di buon occhio le istituzioni, e credo che non sia giusto. E’ un diritto del cittadino arrabbiarsi e puntare il dito verso le cose che non funzionano, per chiedere l’attenzione che merita. Allo stesso modo è mio dovere fare di tutto per non lasciare nessuno solo, per ascoltare tutti e per porre rimedio dove mi segnalano una situazione di difficoltà. Perché io vengo pagata coi vostri soldi ed è un preciso dovere vostro chiedermi (chiederci) di rendere conto dell’utilizzo che viene fatto del denaro pubblico. (continua…)



Lettera Aperta
Aprile 18, 2008, 3:24 pm
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Faccio politica, da molti anni.

Per me fare politica non è altro che mettersi al servizio della gente, ascoltare i problemi di tutti e cercare di risolverli. Non è un problema di sedia, né un gioco di potere, anche se non è raro imbattersi in gente che la pensa così. Perché per me è un lavoro, che non ha orari, che mi impegna 24 ore al giorno 7 giorni su 7 e che ritengo ben fatto solo se raggiunge dei risultati tangibili per la comunità. Non mancano le amarezze, le delusioni, ma sono ben poca cosa di fronte all’affetto della gente. Molti credono di doversi rivolgere agli elettori come se fossero dei bambini di 3 anni, vi fanno sentire piccoli, io invece voglio che vi ricordiate che siete grandi. Queste elezioni stanno bollando i voti a partiti come (continua…)



Ripartiamo mettendo al centro il cittadino (2/2)
Febbraio 5, 2008, 11:53 am
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Come consigliere regionale sento la necessità di far partecipare la cittadinanza alle scelte politiche e amministrative che costantemente devo prendere e il metodo che sto adottando e che ho sempre seguito (da sindaco e vice presidente della provincia) è quello della trasparenza e del continuo confronto con le istituzioni locali, con le associazioni varie e con le diverse realtà del territorio. Questi sono i veri rappresentanti della nostra società e di conseguenza ci danno la possiblità dei conoscere l’evoluzione delle richieste del territorio. Nel concreto significa esporsi, mettere in campo proposte che affrontino i grandi e i piccoli temi delmio territorio. Anche il cittadino, (continua…)



Ripartiamo mettendo al centro il citttadino (1/2)
Febbraio 4, 2008, 1:00 pm
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La politica deve cambiare e sta cambiando! Il ragionare secondo le necessità di una comunità e non seguendo solo le logiche di partito, si rende almeno necessario per uno sviluppo forte e sicuro della nostra società. Anche perchè di fronte ai peroblemi di oggi, due sono gli impellenti bisogni che dobbiamo considerare:

  1. che il cittadino è una persona preparata e curiosa, perchè può usufruire di tutte le tecnologie per essere informato;
  2. che il cittadino è attento e desidera capire cosa (continua…)


Dobbiamo modificare il nostro linguaggio

Se osservo quanto sta accadendo ora nel Veneto e più in generale nell’Italia tutta, non posso fare a meno di osservare e di cercare di analizzare il grande cambiamento in atto. Per anni il malcontento è stato più o meno sopito, caratterizzato da una sensazione di generale diffidenza nei confronti della classe politica; poi lentamente la gente ha cominciato a confrontarsi sulle proprie perplessità, sul proprio disagio, scoprendo che la sensazione era più comune di quanto non si potesse immaginare. E se chi è al governo non sembra dare ascolto a queste paure, allora la gente sente il bisogno di aggregarsi in altre forme, eleggere altri leader che possano portare avanti le loro battaglie basate su bisogni concreti e immediati. Nascono anche così i comitati, per darsi la forza di chiedere ascolto, per sopperire ad una mancanza o ad una assenza.

Il problema è che lo stadio successivo di questo percorso è (continua…)



Una vera rivoluzione che parte dal singolo e coinvolge la totalità
Gennaio 17, 2008, 1:14 pm
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Permettetemi oggi una riflessione sulla situazione politica italiana, non ho intenzione di lanciare invettive, ma neppure sento di dover tacere su quanto sta accadendo.

Intendetemi,non mi interessa commentare il “caso-Mastella”, già altri si saranno espressi, si tratta per me di un baillame mediatico concentrato su di un unico personaggio, per creare un capro espiatorio per chi da un anno ormai è sotto perenne processo: l’intera classe politica. Con questo non minimizzo l’accaduto e da cittadina desidero come tutti chiarezza e pene dovute a chi compie un reato.

Ma il problema per me è profondo e coinvolge trasversalmente tutta la nazione.

Tutto il 2007 è stato caratterizzato dalle contestazioni, e il 2008 è iniziato sotto lo stesso segno; ma guardiamo le cose sotto un punto di vista il più obbiettivo possibile: non si tratta solo di facinorosi o dei “no Global”,  si tratta per lo più di gente comune, che magari fino a qualche anno fa aveva la sensazione di avere una classe politica inadeguata, ma non trovava le parole per esprimere il proprio disagio. L’avvento di internet, e soprattutto dei luoghi di discussione “virtuale” (come questo blog), ha permesso la formazione di tante piccole nicchie di opinione, ciascuna caratterizzata da una propria visione del mondo, slegata dai vincoli del’informazione mediatica classica. La rivoluzione sta tutta lì, nella possibilità di comunicare. Nella politica il trasmettere un ideale è stato sempre il punto strategico di ogni campagna elettorale; i messaggi devono essere semplici e d’impatto e chi possiede i migliori mezzi per diffondere in maniera semplice ed efficace il proprio pensiero ha in mano la vittoria. Ma che succede se non si ha più in mano IL mezzo di comunicazione più forte, e soprattutto, che succede se l’informazione trova finalmente il modo per non essere più controllabile? Cercheremo di darmi e darvi una risposta.