Archiviato in: Attività Produttive | Tag: ambiente, chiampo, concerie, depuratori, fratta gorzone, igiene, refluvi, scarichi, sentinella fiumi, valle
Oggi alle ore 12 presso il Comune di Arzignano si è svolto un primo incontro in merito alla vicenda del blocco degli scarichi nel fiume Fratta (vedi gli articoli precedenti). All’incontro, promosso dal presidente dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) della Valle del Chiampo, erano presenti rappresentanti delle Associazioni di Categoria, i Sindaci dei comuni in cui si trovano i depuratori oggetto della questione (ovvero Arzignano, Montebello, Montecchio, Trissino e Lonigo) e rappresentanti delle Istituzioni a tutti i livelli, provincia, regione, stato. La cosa è già stata accennata ma mi pare importante ribadire che i depuratori in questione non solo gestiscono gli scarichi industriali ma anche tutti gli scarichi fognari delle abitazioni civili. Potrete senz’altro immaginare quali grandi problemi comporterebbe questo blocco a livello igienico - sanitario. Durante la discussione sono emersi una serie di punti che vi vado velocemente a riassumere:
- Un grazie al Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan per aver concesso tempestivamente l’autorizzazione agli scarichi in proroga per altri 30 giorni, aspettando che la questione si risolva più velocemente possibile.
- L’impegno da parte della regione per convocare entro Giovedì il Comitato di Sorveglianza istituito per l’attuazione dell’Accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del bacino di Fratta Gorzone.
- In tale occasione si dovrà verificare quali siano i motivi per cui la Provincia di Verona pone degli ostacoli all’utilizzo degli scarichi.
Il sindaco di Arzignano, prof. Stefano Fracasso, ha fatto notare che il rifiuto al rinnovo del permesso non può in nessun modo dipendere dalle percentuali di cromo, solfati e cloruri presenti negli scarichi. L’Accordo di programma di cui vi ho accennato al secondo punto qui sopra ha delle direttive molto chiare al riguardo e tutti i comuni hanno mantenuto fede agli impegni presi, tant’è che già entro il 31 dicembre del 2007 i parametri non solo erano a norma, ma ben al di sotto del limite consentito. Il consigliere provinciale Massimo Confente ha inoltre suggerito al creazione di un “tavolo continuo” di discussione perché tutti i rappresentanti possano essere sempre informati sullo stato della situazione e tutti possano dare il loro contributo al di là delle appartenenze. Inoltre io mi propongo per ascoltare e affrontare tutti i problemi e le proposte relativi alle acque, del loro utilizzo, riciclo e recupero. (foto di LeAli)
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