Archiviato in: Attività Produttive | Tag: ambiente, depurazione, fratta, galan, riciclo, scarichi, veneto
Regione del Veneto
Giunta Regionale
Ufficio Stampa
COMUNICATO STAMPA
LA REGIONE AUTORIZZA LO SCARICO NEL FIUME FRATTA (AVN) Venezia, 2 maggio 2008
Il Presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, ha firmato oggi l’ordinanza con la quale dispone il mantenimento, in via provvisoria e per la durata di trenta giorni, dello scarico nel fiume Fratta, in Comune di Cologna Veneta, del collettore di trasferùnento degli scarichi degli impianti di depurazione dei comuni di Arzignano, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Lonigo e Trissino. L’atto fa seguito al mancato rinnovo, da parte della Provincia di Verona, dell’autorizzazione che consente al Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque (ARICA) di Arzignano di svolgere tale attività di scarico. Il Presidente ha anche dato incarico al Segretario regionale dell’Ambiente e del Territorio di convocare, per il prossimo 8 maggio, il Comitato di Sorveglianza istituito per l’attuazione dell’Accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del bacino del Fratta Gorzone, con lo scopo di verificare l’attuazione degli impegni sottoscriffi dai firmatari, che si ricorda essere il Ministero dell’Ambiente, la Regione del Veneto, gli Enti Locali interessati, le Associazioni di categoria. Il Presidente, inoltre, ha dato mandato all’Assessore regionale all’Ambiente, Giancarlo Conta, di verificare la possibilità di eventuali integraziom migliorative al testo dell’Accordo stesso. “Ho ritenuto di intervenire con questa ordinanza urgente ed eccezionale – spiega il Presidente Galan – per il grave pericolo igienico sanitario che si sarebbe creato con la chiusura di uno scarico, che risponde alle esigenze di una popolazione di 160 mila abitanti. Non ci risulta – precisa ancora il Governatore
dati tecnici ed ambientali, già valutati dalla stessa Provincia di Verona al momento del rilascio delle precedenti autorizzazioni, siano negativamente modificati. Anzi, posso dire che dai momtoraggi effettuati la situazione della qualità del refluo scaricato ha registrato significativi miglioramenti. Vorrei sottolineare anche – aggiunge – che una parte degli impianti, che scaricano nel collettore di riciclo e depurazione dei reflui, sono queffi del poio conciario vicentino, per cui la mancata autorizzazione metterebbe a rischio non solo la salute dei cittadini, ma anche una realtà economica di livello mondiale. Senza contare – conclude Galan – che il temtono della concia, più di altri, si è reso disponibile e partecipe per trovare e realizzare soluzioni migliorative dell’ambiente”.
Comunicato n. 699-2008 (PRESIDENTE-AMBIENTE)
No Comments Yet finora
Lascia un commento
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
