Giuliana Fontanella


Lettera Aperta
Aprile 18, 2008, 3:24 pm
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Faccio politica, da molti anni.

Per me fare politica non è altro che mettersi al servizio della gente, ascoltare i problemi di tutti e cercare di risolverli. Non è un problema di sedia, né un gioco di potere, anche se non è raro imbattersi in gente che la pensa così. Perché per me è un lavoro, che non ha orari, che mi impegna 24 ore al giorno 7 giorni su 7 e che ritengo ben fatto solo se raggiunge dei risultati tangibili per la comunità. Non mancano le amarezze, le delusioni, ma sono ben poca cosa di fronte all’affetto della gente. Molti credono di doversi rivolgere agli elettori come se fossero dei bambini di 3 anni, vi fanno sentire piccoli, io invece voglio che vi ricordiate che siete grandi. Queste elezioni stanno bollando i voti a partiti come Lega Nord o IDV come voti di protesta, voti di antipolitica; io non lo credo affatto, credo invece che la Lega, ad esempio, abbia sfruttato al meglio il “fattore campo”. Dover concentrare i proprio sforzi e le proprie energie in un contesto limitato al Nord, ha permesso loro di poter rafforzare la loro già importante presenza sul territorio. Permettetemi una riflessione: L’avvento di nuovi fonti di informazione con internet ha messo in sfiducia i media tradizionali, risultato: qual è ora l’unica fonte di informazione che crediamo essere realmente attendibile? La risposta è :il mio vicino. Siamo sommersi da rassegne stampa, comunicati, critici, esperti ed opinionisti. E allora le orecchie dell’elettore si chiudono, la gente non si fida più e torna a parlare tra di loro. In questa maniera diventa sempre più importante avere un contatto diretto con chi lavora per la comunità, aprire un dialogo diretto, vedere nel sindaco, nell’assessore, nel consigliere, nel governatore prima di tutto una figura umana con cui confrontarsi, che sia capace di ascoltare o di interpretare le esigenze prime di tutti. Non credo sia un problema di ideologie, lo spostamento di tutti questi voti dimostra che non è un problema di ideologie, quanto di messaggio, di presenza. Una classe politica snob che vede come inferiori chi non li vota si rovina da sola, chi sobilla le masse d’altronde deve sapere che non è con la rabbia che si costruisce. La furia distruttrice serve solo a fare tabula rasa ma poi servono pazienza e saggezza per poter ricostruire una società. Ricordiamo inoltre che la costruzione di una nuova società non passa per un programma elettorale, quello può rispondere solo ad esigenze immediate. La società la devono riformare continuamente i giovani, che non sono vuoti o privi di ideali come certi media li ritraggono. Al contrario proprio in un momento di grande difficoltà stanno cercando una loro dimensione ed è giusto che chi possa dar loro una mano li accompagni. Non sono i nostri politici navigati ad avere bisogno di conferme, se hanno lavorato bene, quanto le nuove leve ad aver bisogno di spazio per esprimersi, per portare un nuovo punto di vista, con umiltà , ma anche con la coscienza che molto presto saranno chiamati a grandi responsabilità, e dovranno dimostrarsene all’altezza. Guardiamo a questo momento di crisi come alla porta di una stanza sconosciuta, come una fase di passaggio storicamente inevitabile: noi ora siamo sulla soglia, dobbiamo decidere se entrare o restare fuori, con tutte le conseguenze del caso. Non è una scelta semplice e serve coraggio per farla. Io credo fortemente nel progetto del PDL perché ritengo dovesse essere fatto un passo avanti per una politica non frammentata, costruttiva, moderna e popolare. Voglio che questo progetto dimostri il proprio valore accrescendo la fiducia della gente nelle istituzioni ma questo non può avvenire se il politico rimane una faccia sul manifesto o uno slogan in televisione. Deve essere prima di tutto una persona con cui poter condividere o discutere, capace di ascoltare tutti, e deve essere prima di tutto un lavoratore. Il luogo comune che coinvolge di più la classe politica è che sia pagato per non far nulla. Non è vero ma invito i miei colleghi a darmi man forte nel dimostrare che questa idea è falsa. Rendiamo più trasparenti i nostri bilanci, mostriamo in cifre quello che riusciamo ad ottenere per la nostra comunità. Trasmettiamo un messaggio di fiducia alla gente dimostrando per tutto la durata dei nostri mandati che l’interesse nostro è rivolto sempre e costantemente verso di loro. Ma portiamone anche le prove. Vedrete che col tempo si farà strada una nuova idea del politico. Non sarà più visto come uno scalda-sedia ma come una persona che impegna tutto il suo essere per il bene comune. E non credo esista una ricompensa più grande della fiducia e dell’amore della propria comunità.

(foto di Bossanostra da flickr )


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